L’800

ROMANTICISMO

L’arte è una collaborazione tra l’uomo e Dio, e meno l’uomo fa, meglio è.
(André Gide)

L’800 è stato un periodo artistico molto creativo per la cultura occidentale, sono nate innumerevoli correnti e si sono gettate le basi per le grandi rivoluzioni artistiche del ‘900.

Il secolo si apre con il Romanticismo, gli artisti guardano al sentimento umano e al sentimento della Natura con profondo spirito indagatore. L’artista romantico predilige il movimento, il sublime eroico del quotidiano, l’irrazionalità e la libertà creativa. Le opere esemplari di questo stile, sono la Zattera della Medusa di Gericault, e La Libertà che guida il popolo di Delacroix. Gli artisti prediligono atmosfere cupe, magiche, che proiettano l’arte in un revival gotico, come per esempio la produzione di Friedrich, oppure ad un sentimento panico della Natura come i paesaggi di Turner che sono gli antesignani dell’Impressionismo. Altrove invece mosso da spinte politiche il romanticismo si sviluppo attraverso temi storici, come per esempio Hayez con Il bacio, oppure con La fucilazione di Goya, oppure con lirismo attraverso i paesaggisti della Scuola di Posillipo.

Quasi in contrapposizione a queste correnti romantiche si sviluppò il Realismo, in particolare in Francia con Courbet, Millet e Daumier, per i quali l’arte doveva essere lo specchio della realtà, e bisognava dare più attenzione al vero. Così anche in Italia con i Macchiaioli, i quali analizzavano il reale attraverso la vita quotidiana, attraverso storie borghesi, il risorgimento fatto da non eroi e paesaggi spogli.

 

IMPRESSIONISMO

Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno.
(Vincent Van Gogh)

Il termine Impressionismo designa il movimento che si sviluppa nella seconda metà del 1800  e che unisce artisti con personalità diverse, animati dal comune desiderio di rompere con l'accademismo e che preferiscono la pittura all'aria aperta in cui rapidi tocchi di colore eliminano il disegno e il chiaroscuro, inoltre è proprio l’uso del colore che rende gli impressionisti la vera novità artistica. Usano colori vividi, forti e brillanti e attraverso questi danno un’impressione della realtà la loro impressione. Oltre ai capiscuola Manet, Monet e Renoir, gli altri impressionisti che potenziarono al massimo la loro arte sono Sisley, Pissarro, Degas.

Legata strettamente all’impressionismo è il puntinismo (in Italia il divisionismo) ovvero l’arte che attraverso l’accostamento di punti di colore dava vita ad una figura, sviluppando e determinando una vera e propria scienza del colore e dei processi ottico-visuali. Fra i massimi esponenti si sono Seurat e Signac.

Queste due grandi correnti diedero vita al Post-impressionismo, con individualità fortissime come Van Gogh, Cezanne, Toulouse-Lautrec. Il primo è uno dei più grandi artisti in assoluto, nella sua arte infatti l’uso del colore rispecchia l’inquietudine umana, in particolare riesce a proiettare le ansie personale e farle diventare universali. Cezanne invece con il suo percorso artistico cerca di trovare nella luce/colore una sunto di volume e spazio. Toulouse-Lautrec stigmatizza i tipi umani nella vita quotidiana attraverso le stilizzazioni impressionistiche che diventano quadri e manifesti.

 

SIMBOLISMO

L’arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità.
(Theodor Adorno)

Un’altra delle correnti artistiche dell’800 fu il simbolismo che ebbe I suoi massimi esponenti in Moreau e Redon. Per questi artisti l’arte doveva trasfigurare la realtà, trasformando tutti gli elementi in simboli, quindi elevando l’arte ad una dimensione spirituale maggiore. Anche il percorso di Gauguin si interseca sia con i post impressionisti sia con i Simbolisti, le forme dei corpi che dipinge diventano assoluti e quasi astratti, immersi nella magia di mondi lontani. Anche l’artista scandivano Munch, interpreta il simbolismo con forme estremamente drammatiche, anticipando l’espressionismo.

Il 900

Un’opera d’arte per divenire immortale deve sempre superare i limiti dell’umano senza preoccuparsi né del buon senso né della logica.
(Giorgio De Chirico)

Avanguardie

Il 900 è stato il secolo delle grandi avanguardie, ovvero quei movimenti che si sviluppano a partire da una critica radicale all’accademismo. Quasi contemporaneamente si creano delle correnti che hanno in comune il rifiuto dell’arte intesa in modo classico. Il primo in ordine temporale è l’Espressionismo, la cui critica all’arte si focalizza sulle novità che già si erano viste in Munch e attua la sua rivoluzione attraverso l’esasperato cromatismo e deformazione dela realtà. I massimi esponenti furono Schiele con i suoi corpi filiformi e nodosi, o la pittura nervosa di Kokoschka, i due iniziarono dalla secessione viennese ma abbandonarono molto presto il raffinato decorativismo di Klimt.

L’altro movimento che fu estremamente importante fu il Cubismo, che iniziò con Les demoiselles d'Avignon  di Picasso e continuò poi anche con le opere di Braque. I due svilupparono la loro arte dalla scomposizione della figura e presentando di essa prospettive e tempi diversi simultaneamente. In Italia, questa visione si venne a sviluppare con il Futurismo al quale artisti italiani come Balla, Boccioni, Marinetti mescolarono la modernità, la velocità, la forza, proiettata nel futuro.

Il terzo, ma non meno importante, movimento artistico fu il Fauvisme, arte che prediligeva un gusto per il cromatismo violento e innaturalistico e la negazione di ogni tridimensionalità, L’inventore e caposcuola fu sicuramente Matisse.

Altre forme di avanguardie si svilupparono in tutto la prima metà del ‘900: l’ Astrattismo con Kandinskij, per il quale la realtà veniva espressa oltre l’idea di rappresentazione oggettiva; il Dadaismo corrente radicale antiartistica, il cui motivo principale era scandalizzare, e strettamente correlato anche al Surrealismo con l’esaltazione della realtà, il subconscio, il non-sense e l’automatismo psichico, grazie a Mirò, Magritte, e lo stesso Salvator Dalì. A questi si affiancò la Nuova oggettività con il ripristino della figura umana permeata di inquietudine e poi anche la Scuola di Parigi, con Modigliani, Chagall e altri artisti, tutti a manifestare un intimo bisogno di espressione.

In Italia, oltre al Futurismo, si svilupparono correnti importantissime come quella Metafisica, che si proponeva di rappresentare la realtà oltre l’apparenza fisica e oltre i sensi, la ricerca di questo tipo di arte si deve a Giorgio De Chirico, e lo sviluppo a Carrà e Morandi. Ma diversi sono stati gli artisti che hanno partecipato a questa temperie, lo stesso fratello di De Chirico, Alberto Savinio, oppure ancora Sironi, o anche Casorati. Naturalmente non solo pittori, ma anche scultori come Martini aderirono alle istanze di questa corrente.

 

Dopoguerra

Dagli anni trenta al dopoguerra si svilupparono due correnti una legata ancora all’astrattismo e l’altra quasi di contrasto che si rifaceva alla realtà, il Neorealismo, con l’italiano Guttuso.

Ma al di là di queste correnti, moltissimi artisti presero strade personalissime che difficilmente possono essere ingabbiate in categorie artistiche, come per esempio Giacometti, con lo studio di figure scarne e fantastiche, o con Francis Bacon che dagli anni ‘40/50 incominciò  ad elaborare figure umane sfumate dissolte o dilatate, come trasfigurazioni psicologiche e formali.

In America nel dopoguerra sorse una corrente di espressionismo astratto, conosciuta anche come Action painting, in cui il rapporto tra pittore e pittura diventava casuale, i gesti diventano involontari così come la scelta dei colori e dei materiali, che letteralmente erano sparsi o gocciolavano sulla tela conferendo un valore fortemente espressivo all’opera. Il maggior rappresentante di tale corrente fu Jackson Pollock.

Arte contemporanea

Negli ultimi 50 anni del ‘900 l’arte ha preso delle strade sempre più sperimentale e lontana dalla comunicazione con il pubblico, l’astrattismo e il concettuale diventano le forme più seguite nell’arte. Nasce la corrente dell’ Informale che si sviluppa intorno a idee filosofiche, fenomenologiche ed esistenziali, e rinnega gli schemi del passato, mettendo al centro della ricerca il gesto, la materia, il segno (anche l’action-painting può essere annoverata come arte informale) i grandi esponenti sono Rothko, Tobey. In Italia i grandi geni dell’informale furono Burri con la sua attenzione per il materico, o Lucio Fontana che cerca uno spazialismo nuovo agendo direttamente sul supporto tela, creando uno spazio plastico.

Dall’Informale e con i nuovi mass-media come fumetto, televisione e cinema, l’arte si trasforma ponendosi come centro di indagine gli oggetti che ci circondano per studiare la società e il senso della vita umana. I New Dada per esempio, nei loro “oggetti ritrovati” riscattano gli avanzi della società componendoli in nuove forme e dandogli nuovi significati, Rauschenberg, Jasper Johns, oppure Christo con il suo impaccaggi di monumenti e paesaggi. In Italia questo tipo di forma d’arte fu al centro della ricerca di Mimmo Rotella, Burri appunto, Piero Manzoni.

Contemporaneamente si sviluppa in America e in Inghilterra un tipo di arte che si serve del repertorio dei mass-media e rielabora e manipola le immagini: questo tipo di arte fu definita nel 1961 come Pop Art.  I maggior rappresentanti del genere furono Roy Lichtenstein che si appropria di immagini di fumetti e li riadatta, e poi Andy Warhol che consacra all’arte miti del cinema e della pubblicità, criticandone l’uso e il consumo, creando una factory, una vera e propria fabbrica d’arte. Più tardi con K. Haring si sviluppano forme stilizzate e messaggi semplici molto vicine alla cultura dei writer.

Dagli anni 60 in poi si viene a sviluppare un’arte di protesta ideologica e sociale che nega ogni intenzione estetica, come l’arte povera fatta di elementi poveri, o come l’arte concettuale. In definitiva in questi anni si pone in evidenza la ricerca sul segno, con artisti come Capogrossi.

La ricerca si sposta sul campo visivo, con la Op-Art, o optical art, nella quale si indaga la composizione del procedimento ottico e di movimento delle linee e delle forme, il maggior esponente di questa corrente fu l’ungherese Vasarely, e poi si sviluppa in tutta l’Europa.

L’arte cinetica si sviluppa nel Movimento Reale, nel quale vengono costruite macchine in movimento e l’azione dello spettatore diventa sempre più importante. L’ambiente invece è al centro dell’Arte ambientale, in cui si fonda la ricerca tra spazio luce e oggetto, al fine di creare una “situazione” per lo spettatore, la corrente si è poi sviluppata in diverse branche come la Land Art, ovvero l’arte di trasformazione del paesaggio. Anche la Minimal Art si sviluppa in questo periodo, attraverso la composizione di strutture minimali e basiche con dei materiali tecnologici.

Un capitolo a parte è da dedicare all’arte concettuale, importantissima classificazione sotto la quale sono raggruppate diverse forme, come gesti, azioni pubbliche, fotografia, happening, citazionismo (uso di opere colte ma dissacrate), la land art, la body art. L’arte concettuale restringe ai minimi termini l’operazione artistica e ne rinnega l’oggetto in quanto mercificabile, si pone attenzione soprattutto sulla formulazione mentale dell’artista. Per esempio nella Body art, il corpo stesso dell’artista viene messo in relazione con quello del pubblico, che attraverso le proprie reazioni diventa attore principale della creazione artistica. O l’arte comportamentale, dove il pubblico diventa secondario e l’unico protagonista e antagonista è l’artista stesso, che mette in luce per lo più componenti autoerotiche, masochistiche, narcisistiche.

Si sviluppa negli anni ’70 una pittura e una scultura più vera del vero, l’Iperrealismo, dove il vero centro di indagine diventa la tecnica che deve servire a mostrare pedissequamente l’oggetto, senza criticarlo e senza ironizzare.

Tra gli anni ‘70 e ’80, in opposizione all’arte informale, si sviluppa un ritorno alla pittura e al figurativo, spostandosi dal realismo, per ottenere caratteri espressionistici e surreali, Bacon è stato uno degli artefici maggiori, e in Italia ci sono stati Romagnoni, Cremonini, Vespignani.

In Italia poi nel 1979 Achille Bonito Oliva ha definito la Transavanguardia, ovvero, dopo l’arte povera, e la minimal art, il recupero della pittura e dell’arte figurativa, con la creazione di una maggiore apertura e libertà espressiva, i maggiori esponenti sono Mimmo Paladino, S. Chia, Clemente. Ultimamente si sta verificando un fenomeno dell’ipermanierismo, corrente orientata alla riproposizione della pittura colta rielaborato liberamente.

Negli anni ‘70 si è venuta a sviluppare soprattutto in America nelle grandi città una forma di arte chiamata Graffitismo, cioè scritte sui muri che designavano l’individualità del Writer (scrittore) soprattutto nelle periferie spesso scarne e disagiate I maggiori esponenti sono stati Haring e Basquiat. Quest’arte si sviluppò negli anni 2000 in forme sempre più complesse, fino ad arrivare a trasformarsi in Street art, fatta non più per individuare l’artista con il suo nome, ma bensì anonima e fatta con stencil, murales, oppure con adesivi, il capostipite di questa arte è sicuramente Banksy, Mr. Brainwash, Obey. Anche l’Italia, sta dando a questa forma notevoli contributi , per esempio Jorit, Pistone, Ozmo, Millo.

La forte contemporaneità di questa e di altre forme d’arte deve porre il critico e lo studioso sempre in altissima attenzione affinché possa riconoscere in modo cosciente nuove forme e nuove modalità di arte per determinare quali siano i passaggi della storia e della società.

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