Luca Bartoli

Luca Bartoli incarna lo spirito dell’artigiano. Anch’egli diplomatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, ha successivamente frequentato a lungo le botteghe romane, facendo propria la tradizione del “saper fare” e sperimentando tra pittura e scultura alla ricerca di una personale libertà di linguaggio.
Dichiaratamente debitore dei grandi maestri italiani del XIX secolo, come Antonio Mancini e Domenico Morelli, Bartoli affianca a questa eredità le innovazioni del Novecento, da Paul Klee fino a Jackson Pollock. La sua è una pittura carica di tensione plastica: la costruzione accademica dei corpi viene ibridata da una visione concettuale dell’arte. In lui, accademismo e contemporaneità non si limitano a convivere, ma dialogano per approdare a una visione dinamica e originale. Per Bartoli, la tecnica è un punto di partenza, non d’arrivo; è il preludio necessario alla sperimentazione. Sprezzante e al contempo rispettoso dei maestri, costruisce i suoi volti seguendo i modelli figurativi della tradizione, ma ne rifugge il semplice compiacimento estetico.
Le “sporcature” sulla tela non sono imperfezioni, ma segni necessari: l’elemento concettuale non disperde la forma, ma la utilizza come veicolo espressivo per approdare a un nuovo linguaggio e a una cifra stilistica che sia unicamente sua.
